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Conversazione sull'arte contemporanea

Tra Francesco Poli, Stefano Arienti, Giorgio Griffa, Pier Giovanni Castagnoli, gli autori e il pubblico

December 10, 2003

CONVERSAZIONE SULL’ARTE CONTEMPORANEA
tra Francesco Poli, Stefano Arienti, Giorgio Griffa, Pier Giovanni Castagnoli, gli autori e il pubblico presente
In occasione della pubblicazione del volume

ARTE CONTEMPORANEA LE RICERCHE INTERNAZIONALI DALLA FINE DEGLI ANNI ’50 A OGGI

A CURA DI: Francesco Poli
PREZZO: € 39
PAGINE: 384
EDITORE: Electa
ANNO DI EDIZIONE: 2003

Questo volume, strutturato attraverso una raccolta di saggi scritti da specialisti, si propone come un inquadramento organico, storico-critico, delle principali ricerche artistiche sviluppatesi a livello internazionale negli ultimi cinquant’anni. È bene precisare innanzitutto il significato del titolo: Arte contemporanea. Le ricerche internazionali dalla metà  degli anni cinquanta a oggi.
Mentre in Europa, normalmente, per “arte contemporanea”, in senso allargato, si intende quella che va dagli impressionisti a oggi, negli Stati Uniti lo stesso periodo è diviso in “modern art” fino alla seconda guerra mondiale e “contemporary art” dagli anni quaranta circa a oggi, prendendo di fatto come punto di partenza l’espressionismo astratto, e cioè il primo movimento d’avanguardia d’oltreoceano che si impone internazionalmente, in stretta connessione con il definitivo consolidamento dell’egemonia americana in tutti i campi. Ma la vera svolta che ha cambiato le coordinate di fondo della ricerca artistica definibile come strettamente contemporanea, i cui aspetti più significativi sono ancora uno stimolo vitale per la complessa e articolata situazione attuale, inizia sia in Europa sia in America più o meno nella seconda metà  degli anni cinquanta, sviluppandosi nel decennio successivo. Tale svolta va in direzione di un definitivo sfondamento dei confini tradizionali della pittura e della scultura (che rimangono pratiche di peculiare importanza, ma non più dominanti nella creazione artistica), a partire da una critica radicale all’eccesso dell’espressività  soggettiva ed esistenziale dell’informale e dell’action painting, e più in generale alla dimensione illusionistica dell’opera. E si caratterizza attraverso un coinvolgimento concreto della realtà  oggettuale quotidiana; un’apertura provocatoria della cultura d’élite all’universo della cultura di massa; un nuovo e più diretto rapporto fra arte e vita, in termini di interventi performativi e di installazioni ambientali; e anche come processo di riflessione autoreferenziale sulla specificità  e i limiti dei linguaggi artistici e sullo stesso sistema dell’arte. Il tutto prende forma attraverso l’utilizzazione di nuove tecniche e di nuovi materiali, e l’elaborazione di nuove procedure operative. Non bisogna naturalmente dimenticare che punti di riferimento essenziali per questo cambiamento sono state le esperienze estetiche più avanzate avviate nell’ambito delle avanguardie storiche da alcuni grandi precursori, tra cui innanzi tutto Marcel Duchamp.
Il volume si apre con i saggi di Catherine Grenier sui nuovi realismi di matrice neodadaista e sulla pop art, di Giorgina Bertolinosui situazionisti e di Gianni Contessi sulle ricerche ottiche cinetiche, tutte tendenze che nascono ancora negli anni cinquanta e che, con incidenze e modalità  diverse, esprimono aspetti peculiari del nuovo clima culturale del decennio successivo. I saggi che seguono, sulle ricerche minimaliste e analitiche, sulla process e arte povera di Maddalena Disch, sull’arte concettuale di Maria Teresa Roberto, sono incentrati in modo specifico su altre tendenze chiave degli anni sessanta-settanta. Le ricerche sulle forme che sono presenti in varie tendenze ancora oggi, sono i testi dedicati all’arte/ambiente di Francesco Poli, alla performance art di Angela Vettese, all’evoluzione dei rapporti fra fotografia e arte di Claudio Marra, e alla nascita e sviluppo della videoarte di Francesco Bernardelli.
I contributi sulla pittura e scultura degli anni ottanta, di Gianfranco Maraniello, e sulle ultime tendenze dagli anni novanta, di Giorgio Verzotti, analizzano in modo circostanziato le situazioni considerate più tipiche degli ultimi due decenni. Il volume si chiude con un testo di Diego Mometti sulla net art, in cui viene proposta una tipologia delle attuali pratiche artistiche in rete, quelle che utilizzano in modo specifico le caratteristiche del medium: un campo di azione in piena evoluzione. Un volume di sintesi finalizzato a proporre un’analisi approfondita e ampiamente articolata degli avvenimenti, con una chiave di lettura aggiornata, in grado di offrire chiare indicazioni per eventuali approfondimenti.

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